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Architettura inclusiva tutto ciò che la riguarda

L’architettura inclusiva è stata da noi menzionata nel video in cui Confcommercio ci ha intervistato dopo averci selezionato come azienda innovativa da proporre nel suo notiziario del 27/02, abbiamo ricevuto il feedback della vostra curiosità e ne siamo molto felici, approfondiamola insieme!
Aldilà della presentazione di chi siamo, il messaggio a cui teniamo particolarmente è l’architettura inclusiva, ma di cosa stiamo parlando?

CHE COS’E’?

È la composizione realizzata per controbilanciare, non rimpiazzare, un comportamento comprendente l’unione di tutte le singolarità creando luoghi inclusivi cioè che rendono la diversità alterazione positiva nel quotidiano.

Es. “CAFFÈ VERO HOUSE” spazio esemplare di innovazione, trasformazione da quello che era a quello che è diventato.

  • Accessibilità: ampia apertura d’ingresso e ascensori.
  • Confort: facciate a vetro per un rapporto continuo fra interno ed esterno.
  • Materiali: di ultima generazione che creano quella sensazione di accoglienza calorosa, spazi per bolle di privacy e spazi per festose relazioni di gruppo.

Terrazza estiva per godere anche in città l’estate, sedute, tavoli, poltrone, illuminazione: studiati nel dettaglio per la piacevolezza della tua pausa e del tuo tempo libero.

COME SI OTTIENE?

Prima di tutto:

  • facendo attenzione alle richieste e alla esposizione dei problemi e dei bisogni primari del cliente
  • poi insieme prendere una decisione e dare inizio alla pianificazione dell’idea
  • rispondendo a situazioni differenti che richiedono risposte specifiche
  • si guida la complessità tramite il percorso della progettazione degli spazi
  • favorendo l’elevazione di grado del benessere collettivo.

Es. Stazioni dei treni: possiamo notare come nel mondo alcune si siano distinte per bellezza, unicità e facilità di utilizzo ed altre invece siano ancora da modernizzare, manchevoli in accessibilità ed inclusione.

Molto scenografiche le stazioni nei film in bianco e nero dove possiamo notare siano inesistenti le classiche linee bianche e gialle piene di solchi lineari o pallini in rilievo che ora troviamo normalmente, durante il prossimo viaggio prestate attenzione al dettaglio, quelle linee non sono fatte per fare scorrere le valigie, ancora qualcuno non sa che sono linee guida per le persone disabili della vista, quindi non utilizzatele e non fermatevi a chiacchierarci sopra.

Possiamo notare inoltre come in alcune stazioni sia disponibile un servizio di assistenza alle persone con disabilità o mobilità ridotta, l’esistenza di rampe e di ascensori, ma non in tutte, questo perchè sono strutture che in mancanza di un progetto inclusivo, si devono evolvere nel tempo per rispondere alle esigenze di ognuno sperando di trovare soluzioni a breve termine.

Per questo è così importante l’ascoltare, il collaborare e l’evolversi verso il benessere comune.

Un grande ringraziamento va alle persone e alle associazioni che in mancanza di questi servizi ne hanno creati altri per compensare, anche noi facciamo la nostra parte tramite accorte costruzioni, le ristrutturazioni di ambienti privati e pubblici nella speranza che perseguendo l’architettura inclusiva un giorno ci sentiremo tutti a casa, ovunque.

Vi ricordate ad esempio il dramma di essere in viaggio e avere il cellulare scarico?

Un problema che almeno una volta ha toccato tutti noi.

Quasi tutti i treni ora presentano delle zone di ricarica.

In Italia la Stazione di Milano centrale e la Stazione di Napoli Afragola, sono entrate nella classifica mondiale delle più belle, ma non sono solo, infatti, presentano caratteristiche di accessibilità molto marcate.

Riguardo l’accessibilità e la sua evoluzione vi possiamo portare l’esempio dell’aeroporto Singapore-Changi, ritenuto in assoluto uno dei migliori al mondo e anche uno dei più belli per via della presenza di piante, ecco piante, non fiori, attenzione a cui è grato chiunque soffra di allergia ai polini: questa è inclusività.

Qui abbiamo riportato solo esempi di strutture pubbliche, ma si può ottenere anche nel privato, anzi si deve.

Spazi per relazioni che ci ri-creano e confortevoli senza barriere architettoniche = accessibilità

Questa non è che il risultato della trasformazione degli obbiettivi aziendali in azioni concrete, ecosostenibili e inclusive.

L’ARCHITETTURA INCLUSIVA A CHI È RIVOLTA?

A tutti e più si è meglio è.

Un edificio è: complice delle realtà che ospita, responsabile della qualità della vita e delle relazioni che avvengono nel suo ambiente, inoltre equilibra il confine fra il fuori ed il dentro, deve risultare talmente ovvia la sua esistenza da finire per inglobarsi nel paesaggio, esserne risucchiato dando un tocco in più senza attrito, in modo totalmente naturale.

In qualche modo l’essere gli uni diversi dagli altri ci accomuna nell’unicità, l’inclusività e l’ecologia non fanno che renderci anche rispettosi verso questo meraviglioso mondo che da troppo tempo viene distrutto.
Così l’architettura con le sue innovazioni ci viene incontro, semplificando la vita all’interno e all’esterno, costringendo quelli che un tempo erano problemi insormontabili a chinarsi alla forza di volontà e ingegno dell’uomo, mutando piano piano in un ambiente esterno sempre più fluido.

Es. Inserire all’interno del progetto la disabilità, a volte semplici accorgimenti o necessari cambiamenti, mette la persona in una condizione di normalità auspicando una vera rivoluzione culturale su questo tema.

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